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QUADRO NORMATIVO


Quadro normativo di riferimento della regolamentazione in materia di atmosfere esplosive

A scopo informativo, il sito internet della Commissione europea riporta un elenco di riferimento delle norme europee armonizzate.

Le norme europee possono essere richieste a:

  • CEN, Avenue Marnix 17, B-1000 Bruxelles, Tel. +32 25500811; Fax +32 25500819 (Sito-Web CEN)
     
  • CENELEC, Avenue Marnix 17, B-1000 Bruxelles, Tel. +32 25196871; Fax +32 25196919 (Sito-Web CENELEC)

Le norme nazionali di recepimento delle norme armonizzate possono essere richieste agli organismi nazionali di normalizzazione.

 

Programma di normalizzazione

Esistono due programmi di normalizzazione destinati agli organismi europei di normalizzazione, ciascuno dei quali è soggetto ad un apposito mandato emesso dalla Commissione europea. La Commissione europea ha dato mandato al CEN/CENELEC di produrre delle norme europee. Il mandato comprende i lavori di normalizzazione necessari per il funzionamento ottimale della direttiva sia nel settore elettrico che in quello meccanico. Il mandato richiede l’intensa collaborazione tra CEN e CENELEC per lo svolgimento dei seguenti lavori:

  1. Esame ed eventuale modifica delle norme esistenti nell’intento di allinearle ai requisiti essenziali in materia di sicurezza e salute della direttiva;
     
  2. Elaborazione delle nuove norme richieste, dando priorità a quelle di carattere orizzontale applicabili a vaste gamme di prodotti, più che a norme per prodotti specifici, che presuppongono una dimostrazione caso per caso.

Per adempiere al proprio mandato, il CEN ha istituito un nuovo comitato tecnico CEN/TC 305 "Atmosfere potenzialmente esplosive - prevenzione dall’esplosione e protezione contro le esplosioni". Lo svolgimento delle singole attività è affidato a vari Gruppi di lavoro. Per adempiere al proprio mandato, il CENELEC ha affidato le attività al CT 31 "Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive" ed ai relativi sottocomitati. Tali Comitati lavorano nel settore delle atmosfere potenzialmente esplosive da vari anni ed hanno prodotto una serie di norme nell’ambito della direttiva del vecchio approccio.

Il CENELEC e il CEN sono incaricati, rispettivamente, della preparazione delle norme nel settore industriale elettrico e di quello non elettrico. Sono tenuti a garantire che:

  • Vi sia un’interpretazione uniforme della direttiva del nuovo approccio relativa alle atmosfere potenzialmente esplosive e delle altre direttive in materia;
     
  • I requisiti di sicurezza per il settore elettrico e non elettrico siano compatibili, in caso essi si sovrappongano, ed i livelli di sicurezza richiesti siano equivalenti;
     
  • In futuro, la preparazione delle norme da parte di una delle organizzazioni competenti rifletta, in maniera soddisfacente, le esigenze dell’altra, e viceversa.

 

SITI INTERNET UTILI

 


 

L’esplosività delle polveri è nota da tempo. Già nel 1786 lo scienziato Conte Morozzo di Bianzè relaziona alla Reale Accademia delle Scienze di Torino su un’esplosione accaduta in un magazzino di farina. Il fenomeno, allora quasi sconosciuto, è stato successivamente analizzato ed esaminato in maniera scientifica e con tecniche sempre più sofisticate, così che le conoscenze sull’argomento si sono molto affinate. Il mondo lavorativo, peraltro, ha sviluppato nel tempo cicli produttivi che comportano la formazione di miscele esplosive di vario genere: polveri metalliche, alimentari, miscele di sostanze infiammabili e così via. Questa diffusione del pericolo ha contribuito al verificarsi di numerosi incidenti i quali, a loro volta, hanno stimolato una produzione legislativa a livello nazionale ed europeo con cui sono stati regolamentati gli aspetti tecnici e le responsabilità di gestione. E’ nata così la figura dell’esperto in sicurezza che si è specializzato sempre più nella prevenzione degli incidenti e che molto spesso affronta la problematica della magnitudo del danno in maniera statistica. In questo quadro è di una certa utilità la figura di specialisti nella valutazione degli effetti che oggi dispongono di nuovi prodotti per la mitigazione del danno.
 

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

La normativa ATEX, costituita dalla Direttiva 94/9/CE, che si riferisce essenzialmente ai costruttori di prodotti destinati ad essere utilizzati in atmosfere esplosive, e dalla Direttiva 1999/92/CE, che può essere considerata un recinto normativo all'interno del quale inserire la prima, si rivolge al rischio di presenza di atmosfera esplosiva (ATmosfere EXplosive) in ambienti di lavoro; mentre la Direttiva 94/9/CE si rivolge all'attrezzatura e/o allo strumento di lavoro, la Direttiva 1999/92/CE si rivolge all'uomo e all'ambiente di lavoro che lo circonda. E' per questo motivo che le due Direttive vengono meglio identificate con l'appellativo ATEX, nonostante la Direttiva 1999/92/CE si proponga con un taglio di legge quadro mentre la Direttiva 94/9/CE si presenta come un regolamento, e si applica con l'utilizzo di norme armonizzate.

Il Dlgs 09/04/2008, n. 81, "Testo Unico sulla sicurezza in Italia", individua in uno dei tredici capitoli, il TITOLO XI, i riferimenti fondamentali per la PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE , prescrive alle aziende di adottare e valutare tutte le misure per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive" e richiama le prescrizioni di cui alla Direttiva 99/92/CE ai seguenti articoli:

Art. 287. Campo di applicazione
Art. 288. Definizioni
Art. 289. Prevenzione e protezione contro le esplosioni
Art. 290. Valutazione dei rischi di esplosione
Art. 291. Obblighi generali
Art. 292. Coordinamento
Art. 293. Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive
Art. 294. Documento sulla protezione contro le esplosioni
Art. 294-bis. Informazione e formazione dei lavoratori
Art. 295. Termini per l'adeguamento
Art. 296. Verifiche
Art. 297. Sanzioni a carico dei datori di lavoro e dei dirigenti

Decreto Legislativo 9 Aprile 2008 n.81 - Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 Agosto 2007 n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro

Schema delle Normative e delle Direttive per la Sicurezza negli Ambienti di Lavoro e la Valutazione dei Rischi


Il Titolo XI si applica:

  • Per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive
  • Anche per lavori in sotterraneo dove è presente o prevedibile l'atmosfera esplosiva

Ma non si applica:

  • Aree utilizzate per le cure mediche dei pazienti
  • Apparecchi a gas di cui al D.P.R. 661/1996
  • Produzione, manipolazione, uso, stoccaggio, trasporto di esplosivi o sostanze chimicamente instabili
  • Industrie estrattive di minerali di cui al D.L. 624/1996
  • Mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale ed aereo regolamentati da accordi internazionali
  • Non sono esclusi i veicoli destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva

 

L’Art. 288 (ex Art. 88 Ter della 626/94 Definizioni) definisce l’"atmosfera esplosiva" come una: miscela con l'aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri. Si definisce ATMOSFERA ESPLOSIVA come "una miscela con l'aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo l'accensione, la combustione si propaga all'insieme della miscela incombusta".

Il D.P.R. 462/2001 definisce quelle che sono le procedure di verifica ed omologazione di:

- Impianti di messa a terra e protezione dai fulmini
- Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione

Infine la Direttiva del Ministero delle Attività Produttive (11 Marzo 2002) - Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 10 Maggio 2002 regola le procedure per l'individuazione degli organismi d'ispezione che, oltre alle ASL ed alle ARPA, sono abilitati ad effettuare le verifiche periodiche e straordinarie prescritte dal D.P.R. 462/2001.

Ai fini della prevenzione e della protezione contro le esplosioni, sulla base della valutazione dei rischi e dei principi generali di tutela, è richiesto al datore di lavoro di adottare le misure tecniche ed organizzative adeguate alla natura dell'attività soggetta a rischio; in particolare il primo approccio richiesto è quello di prevenirne la formazione.

Se la natura dell'attività' non consente questo bisogna:

  1. Evitare l'accensione di atmosfere esplosive;

  2. Attenuare gli effetti pregiudizievoli di un'esplosione in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori;

  3. Redigere ed aggiornare il Documento di protezione contro le esplosioni al fine di rendere fruibile a tutta l’organizzazione il modus operandi.

 


 

VALUTAZIONE DEI RISCHI

Il processo di valutazione del rischio di esplosione va effettuato caso per caso, non presentando una soluzione aprioristicamente valida. Il pericolo di esplosione dovuto alla presenza di polveri o gas si manifesta quando questi, dispersi nell'aria, formano delle miscele (nubi) di combustibile e di comburente, cosicché in presenza di una sorgente di accensione di sufficiente energia, sono in grado di formare un'onda di pressione ed un fronte di fiamma con effetti esplosivi. Perché questo si verifichi è necessaria una concentrazione compresa nel campo di esplodibilità della sostanza.

Secondo la norma EN 1127-1 le fonti di ignizione sono suddivise in tredici tipi:

  • superfici calde
  • fiamme e gas caldi
  • scintille di origine meccanica
  • impianti elettrici
  • correnti elettriche vaganti, protezione contro la corrosione catodica
  • elettricità statica
  • fulmini
  • campi elettromagnetici con frequenza compresa tra 9kHz e 300GHz
  • onde elettromagnetiche a radiofrequenza da 300GHz a 3x106GHz o con lungh. d’onda da 1000μm a 0,1μm (campo spettrale ottico)
  • radiazioni ionizzanti
  • ultrasuoni
  • compressione adiabatica, onde d’urto, fuoriuscita di gas
  • reazioni chimiche

 

Per la valutazione dei rischi non esistono metodologie obbligatorie da seguire, ma bisogna tener conto della complessità dell’azienda/impianto produttivo che si sta valutando. Definendo il rischio R = P x D, i fattori Probabilità (P) e Danno (D) possono essere così stimati:

  • Per le piccole e medie imprese (impianti semplici) si può utilizzare, la linea guida "Comunicazione della commissione relativa alla Guida di buone prassi a carattere non vincolante per l’attuazione della direttiva 1999/92/CE" del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive, oppure il modello elaborato da cinque organismi notificati (per la direttiva ATEX) "Methodology for the Risk Assessment of Unit Operations and Equipment for Use in Potentially Explosive Atmospheres" elaborata dal EU Project N: SMT4-CT97-2169;

  • Nelle aziende con rischi di incidente rilevante (impianti complessi) come quelle soggette al D.Lgs. 334/99 (ex DPR 175/88) si potrà ricorre ad altre metodologie statistiche, quali:

    FMEA: identificazione effetti conseguenti a guasti di componenti o dispositivi.

    HAZOP: identificazione effetti conseguenti a deviazioni dei parametri di processo.

    FAULT TREE: combinazione di eventi che comportano un effetto indesiderato.

    EVENT TREE: sequenze incidentali originate da un Top Event, in concomitanza di eventi che ne condizionano l’evoluzione.

 

Ad ogni modo la metodologia utilizzata per la valutazione del rischio non risulta solo ascrivibile all'inclusione o no nelle aziende Seveso. Ci possono essere impianti complessi in aziende convenzionali e aziende seveso con depositi di materiale che non prevedono la presenza di impianti complessi. E' necessario utilizzare le Norme UNI, CEI, EN di volta in volta applicabili e rivolgersi a personale competente con maturata esperienza nel settore.

Il Documento sulla protezione contro le esplosioni, Art. 290 - Valutazione dei rischi di esplosione, stabilisce che: "il datore di lavoro valuta i rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, tenendo conto almeno dei seguenti elementi":

  • a. probabilità e durata della presenza di atmosfere esplosive;

  • b. probabilità che le fonti di accensione, comprese le scariche elettrostatiche, siano presenti e divengano attive ed efficaci;

  • c. caratteristiche dell'impianto, sostanze utilizzate, processi e loro possibili interazioni;

  • d. entità degli effetti prevedibili.

 

La normativa ATEX fa riferimento a polveri e Gas senza tenere conto delle proprietà chimico fisiche dei materiali. Considerare ad esempio il legno un materiale esplosivo è una imprecisione qualora non si tenga conto della sua granulometria. Essa consiste nella misurazione della ripartizione percentuale delle particelle della polvere combustibile in questione in funzione del loro diametro. Le particelle di polveri combustibili con grandezza superiore a 500 µm possono considerarsi, con cautela, non in grado di dare origine a nubi esplosive ma solo a rischio incendio.

Il pericolo di esplosioni dovute a polveri combustibili viene spesso sottovalutato rispetto a quello dovuto ai liquidi e gas infiammabili, sebbene i danni causati possano essere anche maggiori. La non omogenea distribuzione della polvere nell'ambiente esplosivo può generare una serie di esplosioni a catena dovute al fatto che l'onda d'urto dell'esplosione primaria genera turbolenze che creano ulteriori nubi di polvere che innescate provocano deflagrazioni secondarie. A differenza delle esplosioni dovute a gas, non è possibile simulare gli effetti della deflagrazione con conseguente difficoltà nella progettazione dei sistemi di contenimento, di sfogo e direzionamento.

Nell’ambito della legislazione ATEX occorre eseguire una classificazione in zone delle aree a rischio anche in molti altri settori industriali ove, spesso, l’esperienza è molto inferiore. Le conseguenze di una suddivisione in zone non corretta, inoltre, sono molto più gravi che in passato. La suddivisione in zone, infatti, ora non è utilizzata soltanto per la scelta degli apparecchi elettrici, ma anche di quelli non elettrici. Con l’analisi dei rischi obbligatoria, inoltre, la suddivisione in zone riveste un ruolo di rilievo anche per la definizione dei rischi accettabili. Ciò vale soprattutto per la suddivisione in zone interne degli apparecchi di processo.

 

  Normative su argomenti specifici
 

IGIENE E SICUREZZA DEL LAVORO
(D.Lgs. 81/80 Testo Unico sulla Sicurezza)


IGIENE E SICUREZZA DEL LAVORO VISUALIZZA NORMATIVA (PDF)


RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI
(D.Lgs. 334/99)


RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI VISUALIZZA NORMATIVA (PDF)


TRASPORTO MERCI PERICOLOSE (ADR)

TRASPORTO MERCI PERICOLOSE (ADR) VISUALIZZA NORMATIVA (PDF)


 
     
 
Gruppo di Lavoro per la Sicurezza in ambienti a rischio di esplosione [Working Group for Safety in hazardous areas]: Tel. +39(0)51.5875720 | Email: info@safetyworkingareas.org Associazione USI [Unione Sicurezza Informazione]:Via Lucio Giunio Columella 6, 20128, Milano, ITALY - Cod.Fiscale 03109171201 Copyright © 2014 SafetyWorkingAreas.Org - All rights reserved | Policy Privacy | Powered by Fenix snc